La Cina presto sarà il centro del mondo e dobbiamo tenerlo ben presente. Qui nata Mei.com, piattaforma ecommerce che propone articoli di lusso ai consumatori locali.

Al momento sono nove milioni gli utenti registrati, ma l’obiettivo è arrivare ai 360 milioni di cinesi che nel corso dei prossimi anni avranno l’opportunità di acquistare il meglio dei prodotti mondiali. Tra questi rientrano varie categorie del Made in Italy: dalla moda alle calzature, dalla cosmetica al design, passando anche per i vini.

Nato nel 2009, lo store online è dallo scorso anno sotto la guida di Alibaba, che punta a farne il riferimento dello shopping online per le famiglie cinesi che desiderano l’alta qualità: oggi il consumatore digitale cinese cerca il lusso vero, non vuole contraffazioni. Un canale come Mei.com può essere allora un’opportunità reale per gli artigiani e per le piccole e medie imprese italiane che vogliono raggiungere il mercato cinese.

Per non lasciarsi scappare questa occasione il primo passo per le aziende italiane è aprire la propria mentalità, decidere di essere online e puntare alla conquista dei consumatori cinesi online.

Ill progetto di Mei.com non sarà un peso in termini di costi fissi per le aziende italiane, l’unica spesa riguarda la spedizione della merce in Cina. “Una volta che abbiamo a disposizione i prodotti pensiamo noi alle campagne marketing e a far raccontare i brand al pubblico cinese”. E la vendita come avviene? “Noi siamo specializzati in flash-sales (ndr, le vendite lampo) che si sviluppano partendo dalla creazione di un evento con vendite circoscritte a cinque-sette giorni”, dichiara Mattia Mor, imprenditore genovese trapianto a Milano e con alle spalle la fondazione del marchio di abbigliamento Blomor, nominato un mese fa a capo della sezione europea di Mei.

Non tutte le aziende possono però accedere alla piattaforma, c’è una selezione da superare che si basa sui target di riferimento di Mei.com: “Qualità, design e prezzo sono i tre fattori più importanti, ma pezzi unici e novità appetibili sono sempre ben accolte”.

 

 

 

 

fonte: http://www.wired.it/